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il teatrino di pallo

Il Sabato del TGC: Il teatrino di Pallo – La casetta di Arancionne

ATTO UNICO

Personaggi
Pippo
Arancionne

Qualche giorno fa a casa di Pippo. Soggiorno. Una finestrella al centro della parete color lillà, la porta d’entrata sulla sinistra e una porta sulla destra che dà in un’altra stanza visibile allo spettatore. Al centro un tavolo di legno, due sedie. Sul tavolo due bicchieri vuoti e una brocca colma d’acqua.
Entrano in soggiorno Pippo e Arancionne.

P: Preggo Arancionne, accommodati. Stavvo giussto bevenndo un po’ d’acqqua fressca. Ne desidderi due ditta?
A: Cerrto. Grazzie molto genntille.
P: Ah… Cossa desidderi?
A: Volevvo chiederrti unna connsulennza datto che hai appenna superatto l’esamme per divenntarre immprennditorre edille.
P: Ah già, è verro… ehm… allorra dovressti passarre nella stannza diettro quella porrta. Lì si trovva il suo ufficcio…
A: Il suo?
P: Cominncio ad anndarre. Fissiammo un appunntamennto per le tre in punnto… quinndi tra due minutti esatti.

Pippo esce dal soggiorno ed entra nell’ufficio. Arancionne si gratta un orecchio. Attende due minuti e bussa alla porta dell’ufficio. Un tavolo al centro e due sedie. Sul tavolo l’antenna di una radiolina.

P: Avannti!
A: Ciao Pippo!
P: Ah, buonngiorrno siggnor Arancionne. Mi scussi se l’ho fatta asspettarre ma il cliennte primma di lei mi ha tenutto mollto occupatto. Ma mi dicca… In cossa posso aiutarrla?
A: Ma Pippo…
P: Allorra!? In cossa posso aiutarrla?
A: Sennta ho un problemma. Ho ricevutto quessta
lettera dall’ELPO, l’Ennte dei Lavorri Pubblici Obbligatorri:
<<< Carro abitannte della casetta (PPC######) siammo lietti di annunnciarrle che propprio soppra la sua abitazionne verrà costruitta unna superrstradda. Per maggiorri innforrmazionni la preghiammo di rivollgerrsi a un quallsiasi immprennditorre edille >>>
Dunnque ho pennsatto di rivollgerrmi a te… ehm… a lei.
P: E ha fatto benne… mollto benne. Perrché comunnque è nei passticci. Nel benne o nel malle ma annche nel benne e nel malle. Mi spieggo:
L’ELPO è potennte dunnque farrà unna missera offerrta per acquistarre la sua abitazionne. Nessun privatto commprerebbe unna casetta sitta sotto unna superrstradda. Dunnque lei è praticamennte obbligatto ad accettarre unna missera offerrta. Perrò…
A: Ma non è giussto!
P: Non parrli! Mi faccia finirre! Allorra dicevvo… perrò c’è unna soluzionne: lei può ceddere gratuittamennte la sua cassa a un suo amicco che abbia la forrza e il coraggio di immolarrsi davannti alla sua abitazionne per ferrmarre i lavorri. Nel frattemmpo vivvrà nella cassetta del suo amicco ovviamennte paganndo un ricco affitto. Mi semmbra ragionevvole.
A: Già, capissco… ma perrché devvo ceddere gratuittamennte la mia cassetta?
P: Chi accquisterebbe unna cassetta sotto unna superrstradda? Me lo dicca lei? Vuolle darrla vinnta all’ELPO?
A: Ha ragionne. Non bisoggna ceddere ai disonessti.
P: Be’, non le ressta che sceggliere l’amicco. Abbiammo finitto. Quessto è il connto per la connsulennza. Essco tra due minutti dal mio ufficcio. Ho un immpeggno devvo anndarre via.

Pippo esce dall’ufficio ed entra in soggiorno. Arancionne si gratta un orecchio. Attende due minuti ed esce dall’ufficio. Entra in soggiorno.

A: Buonngiorrno Pippo!
P: Ciao!
A: Ah… ciao Pippo!
P: Pianntalla! Quannte vollte mi salutti?!
A: Ma io… sennti mi devvi aiutarre a trovarre un amicco capacce di sacrificarrsi per unna giussta caussa.
P: Non so di cossa tu stia parrlanndo ma per te farrei quallsiasi cossa. Accetto sennza saperre.
A: Che amicco… benne, anndiammo a sconnfiggere i disonessti!
A e P: Evvivva!

FINE